La crisi, quest'incognita

E' drammatica, è già finita, durerà secoli, fino al neoRinascimento... il peggio è già dietro le spalle, anzi deve ancora arrivare...

Il bello della multimediale società dell'informazione globale in tempo reale è che - a differenza di quando c'era l'invasione dei Lanzichenecchi o il contagio della peste fra gli analfabeti - nessuno sa mai esattamente di cosa si parla e qual è il vero problema: le banche, le multinazionali, il ministro dell'economia, la concorrenza cinese?

Nel dubbio, che travaglia puntate e puntate di Annozero e Ballarò, ci soccorre Mattia Losi, direttore de Il Sole 24 Ore BusinessMedia che, all'inaugurazione dell'annuale ICT Trade a Ferrara, spiega:

Il Fondo Monetario Internazionale - racconta - basa il suo pessimismo sull'esame di 21 episodi di recessione che si sono verificati dal 1960. Credo che si tratti di un esercizio sbagliato in partenza: la crisi che stiamo attraversando è profondamente diversa da quelle che l'hanno preceduta. Questa è la prima crisi dell'era della globalizzazione e tutto quello che accade influisce sul sistema in tempi rapidi. È anche la prima crisi dell'era dell'informazione globale, con un continuo bombardamento di notizie che amplificano le nostre reazioni emotive. Soprattutto quelle negative”.
L'articolo completo lo potete leggere cliccando sul link al sito b2b24 sopra.

Ora, prima che qualche "disfattista" torni ad appannarci la vista con foschi scenari di carestia e disoccupazione dilagante, apriamo il dibattito inter nos: la crisi è, sta essendo, o è già stata?

Io vedo che persino l'Esselunga abbassa i prezzi sugli scaffali, ma non sarò stato contagiato dal catastrofismo?

ritratto di egigiordano

di egigiordano
26 Maggio 2009

la crisi sta arrivando in questi mesi: giugno è alle porte, le aziende - che poco hanno lavorato in questo 2009 - pensano alla chiusura estiva per tirare il fiato.

domani sarà settembre, ma tutto ancora incerto. bisognerà aspettare ottobre.

noto che anche chi potrebbe essere dinamico perchè non toccato economicamente dalla difficoltà diffusa si adegua al momento, utilizzando in maniera a volte subdola e scorretta il leit motiv che non gli dovrebbe essere proprio: "Si fa fatica". da qui il ritardo (gratuito) nel pagamento dei fornitori e e un inasprimento dei rapporti, sempre con i fornitori, e a volte anche con i clienti.

questo loop genera tensione, a livello umano e professionale.

la crisi si sente, indipendentemente da ciò che viene detto per tranquillizzare l'opinione pubblica.

vale per tutti (nel senso che tutti possono essere coinvolti, anche se al momento non lo sono) la fresca notizia rilanciata or ora da Repubblica.it

"Rapporto Istat: la recessione colpisce le categorie che parevano più garantite, la fascia fra i 35 e i 54 anni. Spesso padri in una famiglia monoreddito"

ritratto di romano_sap

di romano_sap
26 Maggio 2009

Beh, se Slunga  abbassa i prezzi non lo fa certo per alimentare pessimismo o catastrofismo; è la reazione matematica ad un fenomeno preciso: il calo verticale degli incassi. Altrove, per la stessa ragione, si perpetuano i saldi, si dilatano i tempi delle rate, si inventano le offerte più inverosimili... pur di tamponare la caduta a piombo. E qualcuno conclude che le cose vanno “meno peggio” non perchè si sta risalendo, ma proprio perchè la “derivata” della curva di caduta si sta lentamente smorzando. Ne deduce Mattia Losi, nell’intervento citato, che forse abbiamo passato il peggio e toccato il punto più basso della U: d’ora in avanti la macchina non potrà che accelerare. Speriamo sia così... intanto però constatiamo che l’andamento meno ripido della caduta è dovuto, in massima parte, proprio a quei provvedimenti di brevissimo termine (le ”pulizie di primavera” come le chiama Losi) che contemporaneamente si bollano come dettate da miopia e non da “vision” strategica. Facile proclamare la necessità di investire, ma difficile per l’impresa reperire risorse se gli incassi crollano e le banche, con i fondi ricevuti in regalo dai governi, riescono a malapena a salvare se stesse dal tracollo e pochissimo hanno da concedere in prestiti. Sarà trita e ritrita, ma la vecchia massima gramsciana - ottimismo della volontà e pessimismo della ragione - mi pare indicare l’atteggiamento più adeguato da tenere (a livello personale, aziendale, politico) per affrontare il momento nero che stiamo attraversando.

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