Sviluppo e Paesi emergenti
Vi segnalo quest'interssante articolo dal sito di Panorama, che segnala come i Paesi emergenti si stiano mobilitando a propria volta per venire in aiuto di quelli che versano ancora in condizioni d'arretratezza.
Di seguito il testo:
Campagna per la sanità in Africa
Conoscenze. Prestiti. Istruzione. I paesi emergenti iniziano a investire sugli aiuti per i paesi in via di sviluppo: un passo ancora incerto che, però, rivela come cambiano gli equilibri globali. È stata l’associazione canadese Idc a valutare le politiche internazionali di tre Paesi: Cina, india e Brasile (qui il report). La parte del leone spetta alla Cina: versa alle nazioni povere un miliardo di dollari in aiuti. E, includendo anche i prestiti, si arriva fino a dieci miliardi: accanto alla Banca mondiale si affacciano all’orizzonte anche il ministero degli Esteri e il ministero del Commercio di Pechino. Secondo Idc, i punti chiave dell’intervento umanitario cinese sono la cooperazione scientifica e l’istruzione. Soprattutto, la via della cooperazione internazionale diventa anche una strada commerciale. Anzi, una fitta ragnatela: gli scambi con l’Africa (dove il primo partner commerciale è l’Angola) hanno raggiunto i massimi storici, superando i cento miliardi.
L’india, invece, ha un orizzonte più ristretto: l’intervento internazionale non supera la spesa di un miliardo di dollari. Anche se l’unica fonte documentata in modo trasparente resta il ministero degli Esteri che stacca assegni per 420 milioni di dollari. Quella del Brasile, invece, è una politica meno globale dei due giganti asiatici, ma più coordinata. Se da un lato lo Stato sudamericano preferisce collaborare con nazioni vicine, dall’altro il suo supporto è prevalentemente nella fornitura di strumentazioni tecnologiche. A guidare le iniziative sono istituzioni come Prosul, Proafrica e il Consiglio nazionale per lo sviluppo scientifico e tecnologico.
Ma il peso degli gli ex Paesi in via di sviluppo potrebbe crescere presto. Il 2007 è stato un anno record per i microprestiti: un sistema di piccoli pagamenti rivolto prevalentemente ai poveri e inventato dal premio Nobel per la Pace, Muhammad Yunus, con la sua Grameen Bank. L’intensificarsi della crisi economica potrebbe rendere più costoso il credito: un rischio che metterebbe in difficoltà il microcredito. Aprendo nuovi scenari per l’intervento diretto delle nazioni emergenti.
Che sia l'alba di una "new age" della solidarietà globale, dopo anni di globalizzato egoismo?




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