Saperi e sapori: incontriamo gli autori
Mercoledì 29 aprile 2009, dalle ore 17 alle ore 19
all'Acquario Civico, in viale Gadio 2, Milano
La vera ricchezza delle organizzazioni è fatta da uomini e donne in carne e ossa, un capitale umano che costituisce una materia vivente da custodire, coltivare, sviluppare.
Per agire efficacemente un'organizzazione deve tornare ai "fondamentali" della vita umana: l'ascolto e l'osservazione, in primo luogo, e quello che ne consegue: capire, rappresentare, valutare, agire. Ecco il tema di "Saperi sapori: idee e pratiche per umanizzare le organizzazioni", un libro curato da Elio Meloni, pedagogista e formatore, e Valerio Beretta, esperto di organizzazioni. Elio è già su WikiSAP (fatevelo amico), Valerio spero verrà presto nel social network.
Perché saperi e sapori? Ogni capitolo della prima parte è introdotto dalla riflessione di uno chef, uno vero (provate a sedervi a tavola alla trattoria Cento Torri di Pavia e lo conoscerete). Elio e Valerio usano la cucina, ma anche la convivialità, la musica e più in generale lo "stare bene" come lenti di ingrandimento con cui osservare l'importanza della relazione e dello scambio come efficaci veicoli di "formazione organizzativa", una formazione di cui le nostre organizzazioni, malate di tecnicismo ed efficientismo hanno sempre più bisogno.
Ricordo che Elio una mattina insisteva nel parlarmi della pasta con il pomodoro. "Vedi, in un piatto di pasta al pomodoro le differenze non sono annullate, è l'incontro con i diversi sapori che esalta le reciproche identità". Io ascoltavo e trangugiavo un caffè, già pensando a una telefonata che dovevo fare per rassicurare un cliente in agitazione. Sarei stato più pasta o più sugo? Probabilmente a fine giornata sarei stato passato di cottura, ma lui insisteva, ricordando che poi c'è il formaggio grana, il basilico, la stessa cottura, appunto: ingredienti diversi per un equilibrio da trovare, dinamicamente. Anche la musica nella visione di questi due analisti delle organizzazioni diventa una metafora dello stare insieme e della pienezza che nasce dall'incontro fra diversi. Ai "fondamentali" della prima parte del libro seguono i sapori, ossia le esperienze sul campo raccontate nella seconda parte, per finire con gli strumenti, elementi di base di un buon "fare" in cui non si fatica a riconoscere l'ispirazione cristiana.
Saperi e sapori è un libro per ricondurre le parole al loro senso originario, per umanizzare le organizzazioni (l'organizzazione è prima di tutto relazione) senza per questo rinunciare al loro buon funzionamento, anzi.
A questo punto, due buone notizie: la "recensione" è finita e tra meno di una settimana potremo incontrare gli autori in carne e ossa.
La presentazione di Saperi e sapori, organizzata da Ciessevi e con il patrocinio della Provincia di Milano si terrà
Mercoledì 29 aprile 2009, dalle ore 17 alle ore 19
all'Acquario Civico, in viale Gadio 2, Milano
Un appuntamento anche per noi wikisappisti.
Per iscriversi: http://www.ciessevi.org/content/view/4321/189/
Confermare la partecipazione via email a: documentazione@ciessevi.org

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Commentadi egigiordano
23 Aprile 2009
Leggendo questa recensione mi si è aperto un mondo. O meglio. Si è disvelato quasi un sogno, molto personale, sul quale spesso ragiono i sabati pomeriggio: io che lavoro con e per la tecnologia e cucino... sono mentalmente dissociata o posso trovare un punto d'incontro tra questi due mondi? A domanda risponde questo libro, incredibile. Che suppongo vada oltre i miei lavori e il mio spezzatino, o chi per esso.
Spesso mi capita di intervistare persone che lavorano nel mondo IT, anche con incarichi di rilievo. E per alleggerire il clima (dei giornalisti tutti diffidano) dissemino la mia chiacchiera di sorrisi e frasi addolcenti. Che riportano alle Persone, non solo al business. A volte vedo che l'interlocutore apprezza, a volte no. Forse si ha paura, "umanizzando" il lavoro, di perdere in efficienza, seriosità (che è altro dall'essere persone intimamente serie).
Ritengo illuminata l'azienda che sa, con il sostegno e la valorizzazione, spingere al meglio le proprie Persone. Anche in momenti di difficoltà, o smarrimento.
Sui processi e l'organizzazione si possono raggiungere elevati livelli di sofisticazione. Ma se a renderli operativi è una persona che mediamente si sente maionese impazzita, o brodo di dado... difficile eccellere.
Elena Giordano, zerograssifan
di Stefano Bogani
23 Aprile 2009
Mi piace l'idea di poter pensare a ogni azienda come a un libro di ricette, dove ogni persona è un ingrediente che porta sapore e un tocco di originalità al piatto.
Condividere idee ed esperienze, mantenere un costante confronto per evitare che la ricetta risulti alla fine incompleta, magari troppo insipida o troppo salata.
Oggi mi sento di essere pepe, se avete bisogno di un sapore un po' vivace ci sono!