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SAP per la sostenibilità


Riconosciuta per le sue iniziative per la sostenibilità, SAP è pronta ad aiutare le aziende di tutto il mondo a gestire olisticamente la loro strategia per la sostenibilità, portandole a nuovi livelli di eccellenza imprenditoriale. In uno scenario di difficoltà economica, le aziende, che operano sempre più spesso all'interno di vere e proprie reti imprenditoriali di portata globale, sono obbligate uno rivolgere la massima attenzione a redditività e liquidità. E per garantire la redditività attraverso nuove e meno evidenti opportunità d'affari, si trovano spesso costrette ad aumentare l'esposizione ai rischi, aumentando l'esigenza di un controllo di conformità. Oggi si registra una generale proliferazione di normative locali, regionali e globali; la reputazione del marchio, la quota di mercato e il valore agli stakeholder sono direttamente proporzionali alla sostenibilità delle attività imprenditoriali svolte; l'energia e l'efficienza delle risorse naturali sono ora più importanti che mai.


Le risorse naturali stanno diventando sempre più scarse e costose. Quindi, il controllo dei processi per rispondere a requisiti di ottimizzazione di consumi energetici e di risorse naturali di tutte le attività, incluse le operazioni dei centri IT, è un imperativo imprescindibile per salvaguardare la redditività dell'impresa. Mai come oggi è sentita la necessità di soluzioni complete ed unitarie per rispondere a specifiche esigenze di sostenibilità. Si tratta di soluzioni che devono supportare il reperimento, l'analisi e la gestione dei dati in modo automatico, standardizzato e ad elevata efficienza di costo, ed includere rimandi alle informazioni contenute nei sistemi di approvvigionamento esistenti, finanza, controllo, gestione della supply chain e consegna.


Le soluzioni e i servizi SAP offrono alle aziende modalità semplificate per gestire le operazioni di sostenibilità in termini olistici e raggiungere nuovi livelli di eccellenza dei processi di business. SAP è l’unico provider di tecnologia che:


·         Offre soluzioni per la sostenibilità in funzione dello specifico settore, integrabili trasversalmente all’azienda


·         Offre una totale visibilità sui dati raccolti in una sorgente unitaria, fornisce un reporting preciso e puntuale e semplifica le operazioni di conformità, a prescindere che si tratti di gestire personale, emissioni, prodotti o materiali


·         Offre funzionalità per la sostenibilità che possono essere integrate in tutti i processi operativi e di analisi.


 


Per conoscere l'Impegno di SAP per Una strategia sostenibile vai su http://www.sap.com/italy/about/SAP-sustainability/index.epx


 

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SERVIZI
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Pubblicazione inserzioni e annunci economici a supporto delle attivitàaziendali.
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Perché rinunciare alla qualità?

Può sembrare strano, ma è così: le organizzazioni che hanno applicato seriamente la metodologia della Lean Production hanno ottenuto risultati di grande rilievo, eppure solo una percentuale bassissima delle aziende a livello mondiale ha accettato l'approccio lean. Perché?
E' l'interrogativo a cui cerca di rispondere Alberto Galgano in uno dei suoi tanti libri sull'argomento "Le tre rivoluzioni. Caccia agli sprechi: raddoppiare la produttività con la Lean Production". Alberto Galgano è presidente e fondatore del Gruppo omonimo (www.galganogroup.it) di consulenza di direzione e formazione manageriale: ha pubblicato molti saggi sull'argomento, in cui spiega come trasformare la 'storia incredibile’ della lean production in realtà di successo.

Galgano sostiene che per ottenere questo obiettivo l'azienda deve mettere in atto tre rivoluzioni.
La prima richiede di riconoscere la centralità del prodotto secondo i tre flussi fondamentali: flusso fisico dei materiali, flusso degli ordini dei clienti, flusso della progettazione; flussi che, nell'organizzazione tradizionale, sono invece spezzati e nascosti dai sistemi, dalle funzioni, dagli uffici e dai reparti. La seconda rivoluzione richiede una nuova visione del mercato strettamente collegato con il sistema produttivo, sistema che deve pulsare come il mercato stesso.
Dalla progettazione alla distribuzione, dall'organizzazione del magazzino alla gestione delle risorse umane: perseguire la qualità significa attuare una lotta senza quartiere a sprechi e attività inutili, mettendo a punto processi caratterizzati da un'elevata efficienza e un bassissimo margine di errore.
Il risultato? un forte abbattimento dei costi e un innalzamento altrettanto straordinario della qualità del prodotto. Con l'applicazione della Qualità Totale l'azienda viene interamente rimodellata all'insegna della leggerezza, della rapidità, della precisione, della flessibilità. E della produttività.

Per incontrare Alberto Galgano e altri esperti di questa disciplina, come Francesco Gallman,  Docente della Unit Produzione e Tecnologia alla SDA Bocconi, l'occasione migliore è un incontro esclusivo, rivolto alle figure direttive delle aziende, per parlare della Lean production nell'evoluzione della cultura industriale. L'incontro, promosso da SAP e presieduto da Alberto Grando, Dean SDA Bocconi School of Management, si terrà a Milano, presso la sede SDA Bocconi, il 2 luglio prossimo.

Per informazioni e iscrizioni: www.sap.com/italy/lean

IT Governance e Corporate Governance

Gli orientamenti di Corporate Governance impongono oggi al Management di predisporre sistemi di Controllo interno su tutte le attività aziendali che comportano rischi per i portatori d’interesse (gli Stakeholder).

In tale scenario, l’informatica riveste due ruoli critici fondamentali:
1. L’ICT eroga servizi che condizionano sempre di più la gestione operativa di azienda, con impatti sulle strategie di business;
2. Le attività e le risorse ICT sono costantemente esposte a rischi di funzionamento in termini di riservatezza, integrità, continuità di servizi e Compliance.
L’IT Governance, secondo l’opinione corrente, diventa quindi lo snodo corrente fra l’IT Strategy e i modelli di IT Service Delivery e Application Management.
Per l’IT Governance si hanno quindi vari approcci diversi tra loro, nati in contesti e con obiettivi differenti, con vari gradi di sovrapposizione nei contenuti dei modelli di IT Strategy, IT Governance e IT Service Delivery, risultando spesso molto difficili da armonizzazione tra loro.
Tuttavia, nella sostanza, prescindendo dalle metodologie, le variabili in gioco sono sempre le stesse: persone e Skill, ruoli, tenologie, efficacia ed efficienza delle soluzioni, scelte architetturali, innovazione, politiche di sourcing, pianificazione e controllo budgetario dell’IT, autorizzazioni di spesa, sicurezza e Compliance, (IT) Customer Satisfaction, comunicazione e immagine, Risk Management, Project Management, ed altro ancora.

Sono temi presenti in tutti i livelli di IT Governance, la cui declinazione e focalizzazione deve essere coerente con la Governance ed il modello organizzativo aziendale, considerando soprattutto se il tema riguarda l’IT
al suo interno o l’intera azienda.
Appare evidente come l’IT Governance (che chiamiamo Governance Operativa) debba essere allineata  con la Corporate Governance e con gli adempimenti di Controllo Interno, concetti richiamati con chiarezza dagli standard piu' utilizzati.

Cloud Computing e dintorni.

Da alcuni mesi sto seguendo sul web lo sviluppo del cloud computing.

Trovo che sia una novita' sensazionale: non dovrò mai più installare la versione 11.0 di Office, ne l'ultimo antivirus, ne avrà importanza se sono seduto su Windows, Linux o MAC.

Qualcuno sa se esiste già una lista di tutte le applicazioni cloud disponibili?

E SAP cosa fa per entrare nella nuvola?

La SAP Executive Conference continua su WikiSAP EXECUTIVE

Nell’esclusiva cornice di Villa d’Este si è tenuta anche quest’anno la SAP Executive Conference, che ha visto gli executive delle più importanti imprese italiane confrontarsi sugli argomenti principali che investono l’attuale scenario economico. E lo hanno fatto insieme a SAP e ai suoi Partner, ma soprattutto lo hanno fatto con lo spirito collaborativo e costruttivo che ormai da anni caratterizza questo evento. Due giorni fatti di convegni, incontri, testimonianze, due giorni in cui l’innovazione diventa protagonista di ogni riflessione e motore di competitività. Nel quadro generale di congiuntura economica sfavorevole, che ha determinato significativi tagli di budget e la necessità di riduzioni generali dei costi, non poteva mancare una riflessione approfondita rispetto a quanto sia oggi possibile investire in innovazione e, di conseguenza, in soluzioni IT. Ma la riflessione è andata oltre, perché, come spesso accade a chi non si accontenta di esaminare solo in superficie un problema, l’analisi ha investito un aspetto trascurato spesso da chi ha una visione miope: quanto costa non innovare? Quale sarà il prezzo che dovremo pagare in futuro, quando si uscirà dalla crisi, se non avremo continuato a fare dell’innovazione la forza del pensiero e dell’azione manageriale? Nei prossimi giorni, qui sul canale executive di wikisap, avremo gli atti del convegno e tutti voi potrete trovare risposte, spunti e stimoli che, mi auguro, potranno essere motivo di riflessione e di dibattito, per continuare a tenere vivo e aperto un confronto e una collaborazione che genera valore sia per il singolo che per l’impresa in cui opera.

Un'anticipazione dei temi di Cernobbio 09 da Giancarlo Capitani

Ho forzato la mano alla cortesia di Giancarlo Capitani e mi sono fatto anticipare qualche concetto di fondo della relazione che terrà a Cernobbio venerdì 6 marzo.

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Inutile dire che i quesiti s'inseguono: più ne poni più i rami delle conseguenze si biforcano e ramificano.

Ciò che mi pare galleggiare in superficie con maggior evidenza è proprio la riconfigurazione della figura del Chief Information Officer che è alle prese con una forte erosione del proprio peso decisionale perché, alla buon'ora, gli utenti si son ripresi in mano una parte del proprio destino anche tecnologico e i CIO sono confinati nella "ridotta" delle architetture, degli standard, delle strategie a medio lungo termine. 

E' un ambito arduo e tosto perché richiede competenze inusuali se si è vissuto all'ombra dell'offerta e se non sono state sperimentate vie autonome e free. Soprattutto è un terreno difficile se non s'è fatto il salto di coniugare tecnologia, organizzazione, processi, nuove modalità di business. La"ridotta tecnologica" non è una trincea che salvaguarda a lungo il CIO, anzi rischia di franare e sgretolare la credibilità conquistata finora con infinita fatica proprio perché ci si è scrollati di dosso il "tecnichese" e s'è imparato ad affiancare i manager dipartimentali nel loro business e col loro linguaggio.

L'intervista nella sua interezza è qui.

Perché fermare l’innovazione?

La crisi che ha investito i mercati in questi ultimi mesi presenta due aspetti: uno psicologico, legato al crac finanziario, che probabilmente lascerà spazio a un rinnovato clima di fiducia a breve termine, e uno strutturale, la cui portata è più difficile da prevedere. Per il futuro si annuncia un quadro in cui un sistema economico radicalmente nuovo potrebbe privilegiare la produzione di idee su quella di beni, puntando sulle tecnologie legate alla conservazione dell’ambiente, su modalità organizzative imperniate sulla collaborazione, su rapporti di forza globali incentrati sul ruolo dei nuovi Paesi emergenti. In questo clima le imprese si apprestano a compiere scelte che possono apparire inevitabili nel breve periodo: riduzione dei costi, tagli di risorse, contenimento delle spese. Eppure sappiamo benissimo che le organizzazioni che sapranno continuare a investire oggi potranno in futuro guadagnare un vantaggio competitivo non indifferente. Questo non significa rinunciare ai tagli, ma utilizzare tutte le risorse disponibili per introdurre efficienza, evitare sprechi, conseguendo risparmi uguali o superiori a quelli ottenibili trincerandosi nella rinuncia agli investimenti e nella conservazione dello status quo. Quali possibilità potrà avere di sfruttare la ripresa chi fa una scelta conservativa oggi? Di fronte a un momento delicato come questo non ci si può limitare a tagliare aspettando che la bufera passi: occorre avere una visione di più ampio respiro. La tecnologia può fare molto per aiutare le organizzazioni a mantenere un elevato livello di competitività: si tratta di usarla in maniera mirata e strategica. E chi si occupa di Information Technology ha oggi l’opportunità per dimostrare quali ritorni si possono ottenere con progetti innovativi e ritagliati sulle esigenze delle organizzazioni. Progetti promossi a partire da una visione condivisa del business e della strategia aziendale. È un passo in più verso quella fusione tra IT e business più volte auspicata e che sanno raggiungere le aziende guidate da manager innovativi. Ci sono fasi di transizione da cui occorre uscire guardando avanti: quella che stiamo attraversando è sicuramente una di queste. Certamente è difficile e lo sguardo del singolo molto spesso non basta, per questo oggi il confronto, la collaborazione e la condivisione di problematiche e di opportunità diventa quanto mai essenziale nella gestione delle scelte di investimento. La domanda quindi diventa: quale innovazione è possibile oggi? Aspetto le vostre riflessioni.

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